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Pasta Toscana promuove la cottura al dente per un pieno di gusto e digeribilità

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pasta toscanaLa cottura al dente è il fil rouge che lega insieme Pasta Toscana, digeribilità e senso di sazietà, una dicitura, ormai nota in tutto il mondo, che indica una pasta che deve essere cotta al punto giusto, né troppo né troppo poco. Pasta Toscana produce una pasta il cui glutine, trasformandosi, riesce ad impedire all’amido di assorbire troppa acqua,  preservando la sostanza interna e garantendo un sapore pieno e  la sua naturale consistenza.

Un antico detto di origine latina afferma “Prima digestio fit in ore” (cioè letteralmente La prima digestione si compie in bocca). Precetto dell’antica medicina, spesso citato come consiglio di mangiare senza fretta e masticando bene il cibo, in cui trova un’importante conferma il suggerimento, di Pasta Toscana, di gustare la pasta cotta al dente.

La cottura al dente è ritenuta più digeribile perché la rete di glutine trattiene al proprio interno l’amido, rendendolo poi assimilabile in modo graduale. La pasta così cotta preserva le sue caratteristiche nutritive ed è più consistente richiedendo una masticazione più prolungata che attiva alcuni enzimi della saliva, gli α-amilasi salivari, che facilitano il seguito del lungo processo digestivo.

Inoltre è necessario sottolineare anche che gli studi e le ricerche mediche hanno dimostrato che essendo la pasta un alimento ad alto indice glicemico, più viene cotta e più l’indice glicemico si innalza, producendo picchi di insulina, nemici del metabolismo muscolare.

La masticazione lenta in un clima rilassato consente di assaporare in pieno la fragranza e i sapori, sprigionati dal piatto di pasta, consentendo di trarre beneficio e soddisfazione per il palato anche con quantitativi un po’ ridotti di cibo, di attenuare il senso di fame e di riprendere con maggior efficienza le attività quotidiane.

Ufficio Stampa

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